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speciale salute 05.2016

"Mi sono recata dal dietologo e ho raccontato la mia storia di progressivo aumento di peso, intervallato da periodi in cui con sacrifìcio, sono temporaneamente dimagrita.

A questo punto il dietologo, oltre a prescrìvermi alcuni esami del sangue, mi ha proposto in pratica un menu settinianale con contenuto calorico di circa 1200-1500 calorie al giorno, Ho portato a casa questo bel menu e, con rinnovato slancio e motivazione, mi so¬no messa all'opera con bilancia e fornelli. Ed ecco che il peso inco-nwicia a scendere: 3 kg. la prima settimana! Ottimo.

Le settimane successive sono andate un po meno bene e ai controlli il dietologo mi ha ribadito continuamente di cercare di rispettare il regime prescritto. Mi ha anche dato delle pillole che dovrebbero aiutarmi a ridurre l'appetito. Altro che appetito, ho fame!

Sono passati due mesi ed ho perso 10 kg, però ora l'ago della bilancia sembra inchiodato, non scende più!

Eppure il dietologo dice che dobbiamo arrivare a 65 kg!

Dobbiamo? Debbo! Lui pensa che io sgarri con la dieta, ma non è vero. Perché non mi crede? Cosa succede? La bilancia sale! Com'è possibile?
Sempre la solita storia che non rispetto la dieta!

Questa volta è anche vero in parte. C'è stato il compleanno di mio figlio, ho mangiato un po di torta. Possibile che basti questo? Non ne posso più. Basta pillole, sono costose, mi danno dei disturbi e poi l'ago della bilancia è in vertiginosa salita.

Ormai ho abbandonato la dieta, ma non è che mangi di più di quando l'ho iniziata, anzi meno, però ingrasso. Ho superato il peso di partenza di sei mesi fa. Che disastro!"


speciale salute 05.2016 img1L'obesità è una condizione cronica. Ila certamente una base genetica e subisce delle influenze ambientali e comportamentali, per cui l'eccessiva introduzione di cibo è solo una parte del problema obesità.

Con quanto accanimento il paziente obeso ha cercato di dimagrire con le diete prima di cerca¬re l'aiuto del chirurgo! Ha sofferto le frustrazioni, le tensioni, la perdita di autostima, le opportunità perse di una completa partecipazione alla vita sociale legate alla sua condizione.

Il fallimento delle diete ed le grandi sofferenze dei pazienti giustificano la ricerca di una soluzione chirurgica al problema. È altrettanto importante essere a conoscenza dei rischi così come dei benefìci di questo tipo di chirurgia.

L'Istituto Clinico Beato Matteo di Vigevano ha inaugurato a gennaio 2016 la nuova Unità Operativa di Chirurgia Bariatrica, responsabile dott. Roberto Tacchino.

Il dott. Tacchino si occupa di chirurgia dell'obesità da oltre vent'arrni e la sua esperienza nel campo conta oltre 5000 interventi eseguiti.

dott. Roberto TacchinoÈ stato responsabile dell'unità dì Chirurgia Bariatrica e Chirurgia Metabolica del Diabete del Policlìnico Gemelli di Roma, della Mouwast Hospital in Arabia Saudita e del Balirain Specialist Hospital. Socio fondatore della Società italiana di Chirurgia dell'Obesità e della IFSO (International Federation for the Surgery of Obesity and Metabolic Disorders}.

Ha esperienza in tutti gli interventi per obesità. Per riassumere l'esperienza maturata dal 1987 a oggi il dott. Tacchino usa un efficace paragone: «Per 5000 pazienti operati - spiega - sono state perse complessivamente 250 tonnellate dì peso. Se pensiamo che un Airbus pesa circa 60 tonnellate, sono quattro Airbus di peso perso in questi armi».

Per valutare la possibilità di un intervento è necessario accertare la condizione di obesità grave del paziente: con indice di massa corporea superiore a 35 si è candidabili alla chirurgia dell'obesità.

Ma qual è l'iter di preparazione all'intervento?

Sono tre i passaggi fondamentali: «I pazienti devono essere informati - spiega il dott. Tacchino - Per questo io faccio dei seminari informativi, dove gli interessati possono fare domande e chiarire ogni dubbio. Successivamente devono discutere del loro specifico personale con il chirurgo. Infine devono prepararsi all'intervento vero e proprio, cosa che possono fare in giornata o il giorno prima dell'intervento. Devono essere valutati da tutti i punti di vista, mediante una visita multidisciplinare che accerta gli aspetti medici, nutrizionali e psicologici».

Esìste un'ampia gamma di tecniche d'intervento, tutte con l'o¬biettivo comune della perdita di peso e del suo mantenimen¬to sul lungo periodo: interventi restrittivi che riducono il volu¬me dello stomaco, causando di conseguenza un precoce senso di sazietà; interventi riassorbi¬tivi che limitano l'assorbimento di calorie; infine interventi misti che combinano ì primi due approcci.

Ma che cosa succede dopo l'intervento?

Le abitudini del paziente dipenderanno dal tipo di procedura chirurgica praticata: «Negli interventi restrittivi - spiega il dott. Tacchino - si tratta dì mangiare di meno per sempre e non "aggirare" l'intervento. In pratica funzionano come una dieta: meno mangio, meno peso. Gli interventi restrittivi vengono supportati dalla dietista, almeno nella fase iniziale. Gli altri interventi, invece, sono a dieta libera, ma comunque il paziente non riesce a mangiare come prima, in più, parte di quello che mangia non lo assimila, quindi perde di più con questi due meccanismi insieme. Un importante beneficio è anche la guarigione del diabete».

Le procedure vengono eseguite in via laparoscopica. Viene praticata anche a tecnica della single incisìon che consiste nell'eseguire una singola incisione al fondo dell'ombelico.Questo comporta una minor ìnvasività. un più rapido recupero oltre ad un minor dolore ed ad un evidente benefìcio estetico.

Tutti gli interventi si eseguono in Fast Track, con una o due notti di ricovero.

Al paziente non vengono applicati sondino, catetere o drenaggi.


Per qualsiasi curiosità o dubbio, il dott. Roberto Tacchino riceve presso il Centro Salute di Vigevano e organizza presso l'Istituto Clinico Beato Matteo dei seminari gratuiti di informazione ogni mercoledì alle ore 14,30.

Per partecipare mandare un messaggio su WhatsApp al 392 2405675.

Ulteriori informazioni su www.bibin.eu www.centrosalutevigevano.it

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